A zonzo nel Down Under

Diario di un viaggio in Oceania

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Nuovo Hotel

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Questa mattina ho cambiato hotel, quello dove alloggiavo fino a ieri  era molto bello e centrale (e un po’ troppo da businessmen) ma aveva un grosso difetto: era (per dirla all’inglese) “Fu..ing expensive” , dopo un po’ di ricerche su internet ho trovato un hotel che mi sembrava carino ad un terzo del prezzo. Ho quindi preso armi e bagagli e mi sono trasferito all Hotel RE’ @Pearl’s Hill, è carinissimo, di atmosfera un po’ retrò, ispirato ai film degli anni ’60, le camere, anche se non grandissime,  sono pulite, arredate in stile retrò e colorato e dotate di tutto il necessario. Non è molto centrale ma si trova a pochi minuti a piedi (in salita!) dalla fermata della metropolitana di Outram Park, è in mezzo ad un parco e quindi tranquillità assoluta.  Il tassista che mi ha portato qua mi ha raccontato che l’edificio era una scuola che è stata recentemente trasformata in un hotel.

Se passate da queste parti ve lo consiglio vivamente.

Sole e Monsoni

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Condomini sul Singapore River
Condomini sul Singapore River

Ieri ho fatto una bellissima passeggiata lungo il Singapore River partendo da Robertson Quay fino a Kim Seng Road, questa è una zona residenziale molto bella e tranquilla di condomini-grattacieli dove si incrociano Tate asiatiche che portano a passeggio bambini occidentali e cagnolini da salotto  e donne occidentali che fanno Jogging imperterrite con questa caldazza, ce ne era addirittura una con una cintura speciale per spingere il passeggino durante la corsa!

Grattacieli del CEntrel Business District
Grattacieli del Central Business District

Ritornato a Clarke Quay prendo il metrò e scendo a Raffles Place, la Downtown di Singapore ( o, come la chiamano qua, CBD, il Central Business District)  e mi aggiro tra i suoi imponenti grattacieli ed il viavai di persone in giacca e cravatta che si gode la pausa pranzo.

Dal CBD mi sposto in Fullerton Road, dove c’è il più bello e famoso Hotel di Singapore, il Fullerton Hotel. Da qua proseguo a piedi lungo il fiume godendomi il contrasto tra i piccoli edifici dei ristorantini tipici che si affacciano sulla riva di Boat Quay e lo sfondo di moderni grattacieli. Un caldissimo sole mi accompagna (ovviamente ho dimenticato

Il Boat Quay

Il Boat Quay

di mettere la crema solare….) fino ad uno dei tanti attracchi delle barchette per turisti dove mi concedo una crocierina di mezzora tra Boat Quay e Marina Bay, la Skyline di Singapore vista dalla barca è veramente bellissima.

Nel pomeriggio decido di fare una capatina ad Orchard Road, la via dello shopping, prendo il metrò fino a Dhoby Ghaut e proseguo a piedi, mentre passeggio per Istana Park si scatena un acquazzone di proporzioni

Pioggia torrenziale a Istana Park
Pioggia torrenziale a Istana Park

bibliche, l’acqua scende letteralmente a secchiate, in tutta la vita non avevo mai visto piovere con una tale violenza e quantità, per fortuna ad Istana Park c’è un grande spazio coperto dove trovo riparo, la Settimana Enigmistica mi fa compagnia mentre ammazzo il tempo aspettando che smetta. Dopo quasi due ore di tuoni, fulmini e secchiate d’acqua il temporale mi dà tregua, per oggi niente shopping, torno in hotel (Asciutto!! :-) perchè, oltre ad essermi dimenticato della crema solare, ho dimenticato anche l’ombrello…).

Singapore e Jet Lag

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Dopo 15 ore tra voli e sosta a Dubai, sbarco a Singapore, zaino in spalla prendo la metropolitana per raggiungere il centro. Fuori dalla stazione di Clarke Quay mi accoglie il caldazzo umido di Singapore e mentre, stremato, cerco di orientarmi per raggiungere l’hotel un guidatore di risciò mi offre di portarmici per 5$, valuto che con 20 kg di zaino sulle spalle è una offerta da non rifiutare e raggiungo l’hotel mentre lui pedala e mi racconta di essere di origini indiane e che sono 38 anni che vive a Singapore e porta a spasso turisti con il suo risciò. E mentre lui, sempre pedalando, decanta quanto sia ormai diventato forte l’Euro sulle valute internazionali, io ringrazio il cielo che me lo ha mandato, tra il caldo e lo zaino penso che sarei arrivato in albergo strisciando.

Arrivo in camera che sono le 17,  mi faccio una bella doccetta e mi dico: “schiaccio un pisolino di un paio di orette, poi vado a fare una bella passeggiata per Singapore”,  mi sono addormentato come un sasso e svegliato alle quattro di mattina, la passeggiata per Singapore non la ho nemmeno sognata! Il Jet Lag si è fatto beffe dei miei piani.

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