A zonzo nel Down Under

Diario di un viaggio in Oceania

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Alice Springs

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Sveglia all’alba per prendere la navetta delle 6 per l’aereoporto di Melbourne dove mi aspetta un volo interno con destinazione Alice Springs, da qui partirò con un tour di tre giorni che mi porterà a visitare i tre luoghi più famosi dell’Outback australiano: Uluru, Kata-Tjuta e il Kings Canyon.
Dopo quasi tre ore di viaggio il Boeing 737 della Quantas atterra puntuale ad Alice Springs, sono nel centro geografico dell’Australia, intorno non c’è altro che deserto, il cielo è nuvoloso e la temperatura è di quasi trenta gradi, il clima secco di queste parti rende il caldo perfettamante sopportabile.

Alice Springs - Vista da Anzac Hill

Alice Springs - Vista da Anzac Hill

Nel 1861 John McDouall Stuart intraprese una spedizione nel centro dell’Australia volta a tracciare una rotta per la stesura della linea del telegrafo tra Adelaide a Darwin e nel territorio della attuale Alice Springs stabilì il sito per la costruzione della stazione telegrafica con un ripetitore. La linea del telegrafo fu completata nel 1872 e la stazione del telegrafo fu il primo insediamento permanente, che si espanse nella fine degli anni 1880 con la corsa all’oro.
Alice Springs, sebbene sia un piccolo centro di circa 28000 abitanti (di cui circa il 17% sono Aborigeni), è un importante hub turistico e funge inoltre da centro servizi per le comunità di allevatori e minatori della regione circostante, è servita da un aereoporto, dalla ferrovia e dalla Stuart Highway che collegano Adelaide con Darwin.

Il tour partirà domani all’alba, mi sistemo in albergo e dedico il pomeriggio alla visita della città. Comincio dalla Todd Mall, il “corso” di Alice Springs dove ci sono negozi di souvenir, locali e gallerie d’arte che vendono a prezzi allucinanti didjeridoo, manufatti e dipinti di artisti aborigeni.

Il memoriale ai caduti di Anzac Hill ad Alice Springs

Anzac Hill - Monumento ai caduti

La mia passeggiata prosegue fino alla cima di Anzac Hill, una collinetta da cui si domina Alice Springs e sulla cui sommità si erge l’ormai onnipresente monumento in memoria dei militari delle forze congiunte di Australia e Nuova Zelanda che combatterono nelle due guerre mondiali. Concludo il mio giro alla vecchia stazione del telegrafo che è stata convertita in un museo dove naturalmente trovo le porte sbarrate, sono arrivato oltre l’orario di chiusura, ho passato troppo tempo a godermi il sole sulle panchine di Anzac Hill!
La giornata si conclude con una cena alla Overlanders Steakhouse come prima portata ho scelto un piatto di assaggi di carne di coccodrillo, canguro, cammello ed emu, mi sono piaciuti tutti e quattro i tipi di carne, il mio preferito è stato il vol-au-vent ripieno di coccodrillo, lo ho trovato molto tenero e saporito e no, non sa di pollo, assolutamante no! La bistecca di Emu è stata la pietanza meno esaltante, la ho trovata un po’ troppo fibrosa e di un sapore strano, gradevole ma strano. Il cammello era veramente buono, tenero e gustoso, il canguro mi piaciuto pure lui, ma lo avevo già assaggiato molti anni fa al Kirribilly, un pub australiano della Milano dei tempi che furono. Finiti gli assaggini mi sono divorato una T-bone da 7 etti bella al sangue come piace a me, il tutto naturalmente annaffiato da una ottima birra bionea australiana! Ora posso affrontare i prossimi tre giorni di vita in campeggio con lo stomaco ben pieno!

Melbourne

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L’8 di aprile lascio Ocean Grove, Andrea ed Elizabeth mi accompagnano alla stazione di Geelong dove prendo il treno che mi porterà a Melbourne, dopo un’oretta di viaggio arrivo alla Southern Cross station e scelgo un hotel della catena Best Western a poca distanza dalla stazione, passerò in città i prossimi cinque giorni.
Melbourne, fondata nel 1835 da John Batman, è la capitale dello stato del Victoria e la seconda città più popolata di tutta l’Australia, nel 2009 contava circa 4 milioni di Abitanti ed è la città australiana con il più alto tasso di crescita demografica. E’ situata nella baia di Port Phillip nell’estuario del fiume Yarra, lungo il quale si sviluppa la sua area urbana.
Il primo giorno, dopo essermi installato nella mia camera in hotel esco per un giro esplorativo, dopo una breve consultazione della mappa decido di procedere a piedi e mi incammino così verso il centro. Il centro di Melbourne (CBD: Central Business District) è strutturato come una griglia di strade che si intrecciano formando isolati quadrati di 201 metri di lato, la griglia del CBD si estende per 1,6 km in lunghezza e 800 metri di larghezza, le vie principali sono larghe 30 metri. Della struttura a griglia del centro di Melbourne sono famose le “Lanes and Arcades” (vie strette e gallerie) che formano un reticolo di viuzze e arcate strabordanti di caffè, ristoranti, shopping center e negozi di ogni tipo, tanto che ci sono addirittura dei tour guidati interamente dedicati ad esse. Lasciato il CBD continuo la mia passeggiata lungo il fiume Yarra da dove si gode una spettacolare vista della skyline di Melbourne, continuando ad est lungo il fiume attraverso gli Alexandra Gardens ed il ponte di Swan Street si arriva nel Melbourne Park, dove si trovano diversi impianti sportivi tra cui il Melbourne Cricket Ground, il più grande stadio di Cricket al mondo. Melbourne è infatti riconosciuta come capitale australiana dello sport ed oltre ad essere stata la sede delle Olimpiadi del 1956 e dei giochi del Commonwealth del 2006 ospita tre grandi eventi sportivi internazionali: il gran premio d’Australia di Formula 1 nel circuito dell’Albert Park, il torneo di tennis Australian Open e la  competizione ippica della Melbourne Cup.
Mentre cammino lungo lo Yarra, nel fiume sono in corso gli allenamenti per alcune squadre di canoisti, gli atleti remano al ritmo degli ordini urlati in un megafono dal loro allenatore che li segue in bicicletta dalla riva del fiume e le loro canoe scivolano veloci e silenziose mentre sulle acque del fiume si specchiano i colori di un bellissimo tramonto.
La seconda giornata a Melbourne si presenta grigia e piovosa, le previsioni del tempo sono pessime, decido così di andare al cinema IMAX a vedermi un bel film in 3D. L’impianto IMAX di Melbourne è situato presso il Melbourne Museum, ottimo, così una volta visto il film mi visito il museo.
IMAX è un formato cinematografico ideato per poter proiettare filmati ad alta risoluzione su degli schermi di grandi dimensioni. Uno schermo standard IMAX è largo 22 metri ed alto 16.1 metri, l’impianto di Melbourne ha uno schermo di 32 mt x 23 mt mentre il più grosso schermo IMAX al mondo si trova a Sydney e misura 35,73 mt. per 29,42 mt, non vedo l’ora di andarci!
E’ giunto il momento di  annoiarvi con un po’ dati tecnici: la maggior risoluzione delle proiezioni è dovuta all’utilizzo di pellicole molto più grandi del normale formato cinematografico 35mm. Un fotogramma di una pellicola IMAX è largo 69.6 mm ed alto 48.5 mm (contro i  21.95mm x 18.6mm di una normale pellicola 35mm), in pratica, l’area di un fotogramma IMAX è quasi 10 volte quella di una normale pellicola cinematografica. Oltre allo schermo, tutta l’infrastruttura che lo circonda è più grande, i proiettori sono alti quasi un metro e ottanta e pesano 1.8 tonnellate, la loro sorgente di luce è data da una lampada da 15 KW contenente Xeno alla pressione di 25 atmosfere. Le “pizze” contenenti le pellicole hanno un diametro che varia da 1.2 ad 1.83 metri di diametro per film della durata da 1 a 2:45 ore, una pellicola da 2 ore e mezza pesa 250 Kg; Alla velocità di 24 fotogrammi al secondo, per un minuto e mezzo di film è necessario un “rullino” di pellicola da 150 metri.
Bene, dopo tutti questi numeri un paragone terra-terra: avete presente il vostro super televisore piatto in alta definizione da 1080P? Un film in IMAX ha una risoluzione equivalente a 18 volte quella del gingillo installato nel vostro salotto (o nel salotto dei vostri sogni). E ho detto tutto!
Torniamo a noi, il film in programmazione questa mattina era “Under the Sea 3d”, la sala era quasi vuota, mi sono quindi piazzato in un bel posto centrale in una della ultime file, ho indossato gli occhialini 3D e mi sono goduto questo bellissimo documentario in 3D sulla vita sottomarina con la voce commentante di Jim Carey. Spettacolare! Inutile dire che sono uscito dalla sala estasiato! A Sydney voglio vedermi Avatar 3D nel cinema IMAX più grande del mondo, spero che lo proiettino nei giorni in cui sarò lì!!!!
Il Pomeriggio lo ho passato al Melbourne Museum, ho fatto in tempo a visitare solo le sezioni dedicate alle specie animali ed al corpo umano, erano così grandi che è arrivato l’orario di chiusura senza che nemmeno me ne accorgessi.

Melbourne Docklands

Uno dei moderni edifici dei Docklands di Melbourne

La mattina del terzo giorno le nubi continuano ad ingrigire il cielo e decido di visitare i Docklands, un quartiere di Melbourne che si estende per un paio di km ad ovest del CBD. Nel passato i Docklands sono stati l’area portuale/industriale di Melbourne dove venivano scaricati i carichi di merci che arrivavano dal mare, col tempo l’introduzione dei containers per movimentare le merci rese l’infrastruttura dei Docklands inadatta allo scopo e tutta l’attività portuale fu spostata verso l’estuario del fiume Yarra, l’area fu inutilizzata ed abbandonata negli anni ’80 e cadde in rovina; negli anni ’90 l’area fu il teatro di numerosi rave party, nel 1996 fu costruito l’Ethiad Stadium e agli inizi del 2000 l’area divenne oggetto di un nuovo piano di sviluppo urbano.

Melbourne Docklands

i Docklands di Melbourne

Attualmente i Docklands sono diventati una moderna area residenziale, di business e di divertimento caratterizzata da edifici moderni e da ristoranti alla moda e negozi lungo i moli.
Dopo la passeggiata per i Docklands nel cielo sembra aprirsi qualche spiraglio di azzurro, decido quindi di prendere il tram lungo la St. Kilda Road e di andare a vedere il Luna Park e fare una puntatina alla spiaggia di St. Kilda.
Il Luna Park di St. Kilda è un parco di divertimenti storico, fu aperto nel 1912 e da allora continua a far girare le sue giostre ed ad attrarre folle di persone. L’entrata del Luna park è caratterizzata dalla faccia di Mr. Moon mentre al suo interno sono ancora in funzione alcune attrazioni storiche come il Carosello, la Scenic Railway (che è la più antica montagna ruzza ancora in funzione), il Treno Fantasma e il Dodgem’s Building.

Mr. Moon All'ingresso del Luna Park di St. Kilda

Mr. Moon All'ingresso del Luna Park di St. Kilda

Dopo un rapido giro al Luna Park il mio pomeriggio si conclude con una breve pennichella godendomi il venticello sulla spiaggia di St. Kilda,breve perchè al tramonto voglio essere di nuovo sulle rive dello Yarra per fotografare la skyline dei grattacieli di Melbourne.
Il quarto giorno di permanenza a Melbourne inizia a Federation Square, un isolato ai margini sud del CBD che consiste in una enorme e bellissima piazza circondata da moderni edifici disposti ad U caratterizzati da delle facciate rivestite di pannelli di arenaria disposti in un motivo frattale.  Questi edifici ospitano la sede di una televisione, gallerie d’arte, un museo, cinema, un auditorium, spazi espositivi, bar, ristoranti e negozi.

Federation Square

Federation Square

Grazie ai suoi accoglienti spazi aperti Federation Square è il centro “vivo” di Melbourne dove la gente si ritrova per assistere a spettacoli di artisti di strada o ad eventi culturali oppure per manifestare o per vedere gli eventi sportivi proiettati sul grande schermo o giusto per ritrovarsi o per sedersi sui gradini della piazza e scroccare la connessione wireless gentilmente offerta da uno degli operatori di telefonia mobile.

Dettaglio del rivestimento "frattale" degli edifici di Federation Square

Dettaglio del rivestimento "frattale" degli edifici di Federation Square

Lascio Federation Square e scendo verso St. Kilda Road per andare a visitare i Royal Botanic Gardens, un parco pubblico di 38 ettari che ospita più di 10000 specie di piante in una successione di curatissimi giardini. I giardini botanici furono aperti nel 1846 e sono considerati il miglior giardino botanico d’Australia e tra i migliori del mondo.

Shrine Of Remembrance

Shrine Of Remembrance

A ovest dei giardini botanici sorge lo Shrine of Remembrance un monumento in memoria degli uomini e donne australiani che hanno servito la patria in guerra. E’ un monumento imponente di granito, arenaria e marmo nero la cui architettura è ispirata al Partenone di Atene ed al Mausoleo di Alicarnasso. Al suo interno, al centro del santuario, vi è una pietra di marmo con inscritta una parte di un verso della bibbia: (Giovanni 15:13) “Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici.”

Shrine Of Remembrance - La fiamma eterna

Shrine Of Remembrance - La fiamma eterna

La pietra è alineata con una apertura sul soffitto del Santuario attraverso la quale alle 11 del giorno 11 di novembre un raggio di sole colpisce la parola “amore” dell’iscrizione sul marmo. Di fronte al santuario si erge un cenotafio di granito sulle cui pareti sono inscritti i nomi delle forze di difesa e dei teatri di guerra in cui hanno partecipato. Alla base del cenotafio brucia una fiamma eterna.
Dalla collinetta dello Shrine of Remembrance si gode di una bellissima vista sul CBD di Melbourne e la sua skyline, manca meno di un ora al tramonto, devo andare, lo SkyDeck mi aspetta. Riprendo St. Kilda Road in direzione nord e ritorno in Federation Square, da qui lungo la riva sud dello Yarra arrivo all’Eureka Tower, un grattacielo alto 300 metri costruito tra il 2002 ed il 2006, il 50° grattacielo più alto del mondo. Le finestre degli ultimi dieci piani sono rivestite di oro a 24 carati. All’ottantottesimo dei suoi novantuno piani c’è una piattaforma di osservazione aperta al pubblico ed è qui che un velocissimo ascensore mi porta prima che il sole tramonti su Melbourne. L’osservatorio occupa tutto l’ottantottesimo piano e si trova ad una altezza di 285 metri, si può girare liberamente su tutto il piano ed osservare tutta Melbourne a 360°. E’ stata creata una “terrazza” in un angolo del piano dove hanno sostituito le lastre di vetro con una rete di ferro ed inoltre, pagando un extra, si può accedere a “The Edge” che è un cubo di vetro che viene “spinto” fuori di circa tre metri e dà l’impressione di essere sospesi a 300 metri di altezza. La vista di Melbourne al tramonto dallo SkyDeck è spettacolare ed emozionante, col calare del buio le finestre dei grattacieli del CBD si accendono e le automobili che portano la gente in città per i divertimenti del venerdì sera creano un bellissimo carosello.

Federation Square dall'Eureka SkyDeck

Federation Square dall'Eureka SkyDeck

Sceso dall’Eureka Tower cammino fino a Chinatown dove, affamato, mi infilo in un ristorante giapponese che fa Teppanyaki, vengo fatto accomodare ad un tavolo insieme ad altre tre persone intorno alla postazione del cuoco. La serata è uno spasso, il cuoco cucina le pietanze di fronte a noi mentre fa una specie di “show” coinvolgendoci con dei giochi in cui ci lancia pezzi di frittata da prendere in bocca al volo o ciotole di riso da prendere al volo e non far cadere. La serata è stata uno spasso ed il cibo molto buono.

Teppanyaki Show

Teppanyaki Show

L’ultimo giorno a Melbourne mi alzo tardissimo, praticamente la mattinata è andata, vado a fare una visita alla Cattedrale di Saint Paul e poi passo un po’ di tempo in Federation Square a scroccare la connessione wireless e a godermi il viavai di gente. Alle 18 incontro Andrea alla Melbourne University ed andiamo in centro a cenare a base di cibo giapponese.

La skyline notturna di Melbourne

La skyline notturna di Melbourne

La skyline notturna di Melbourne

La skyline notturna di Melbourne

Great Ocean Road

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La Great Ocean Road (B100) è una strada panoramica tutta curve che corre lungo la costa sud dello stato del Victoria da Torquay a Warrnambool. Fu costruita negli anni ’20 e concepita come un monumento vivente in ricordo dei cittadini dello stato del Victoria che combatterono nella prima guerra mondiale; fu completata nel 1932 e le sue viste spettacolari portarono le aree costiere da essa toccate ad un rapido sviluppo turistico.

Great Ocean Road

Great Ocean Road

Il mio viaggio comincia alle 7 del mattino, le previsioni del tempo non sono incoraggianti ma per il momento non piove, lascio Ocean Grove con serbatoio pieno e finestrino rigorosamente abbassato per godere delle viste spettacolari che questa strada offre al di là di ogni curva. Poco dopo Ocean Grove, a Thirteenth Beach la circolazione si restringe ad una sola corsia, l’altra corsia è piena di auto e caravan parcheggiati, ci sono anche alcuni van delle emittenti televisive con tanto di antennone parabolico spianato, sono in corso i campionati di surf Rip Curl, impossibile trovare un buco dove lasciare la macchina, decido di non fermarmi e proseguire, mi aspettano più di 500 Km e le lancette dell’orologio corrono!

Un canguro al campo di golf di Anglesea

Un canguro al campo di golf di Anglesea

Prima tappa a Torquay, capitale del surf del Victoria, il lungomare è pieno di negozi che vendono ed affittano mute, tavole da surf ed altri accessori per cavalcare le onde. Fisherman Beach, Front Beach, Back Beach e Bells Beach sono le bellissime spiagge di Torquay, meta di pellegrinaggio dei surfisti di tutto il mondo, qui anche le panchine sono a forma di tavola da surf!
Tra una sosta e l’altra nei vari punti panoramici da cui si godono delle viste mozzafiato arrivo ad Anglesea, piccola cittadina che si sviluppa intorno all’Anglesea River. Mi hanno detto che sui prati del Golf Club di Anglesea si possono vedere i canguri, mi infilo quindi tra le strade di Anglesea e arrivo al Golf Club, già dalla strada, al di là delle recinzioni si vede un gruppetto di canguri che fa colazione, sono bellissimi, purtroppo all’ingresso del Golf Club campeggia un cartello che avverte che non sono ammessi visitatori nel club per l’osservazione dei canguri, ma di fronte all’entrata c’è una pista da golf non recintata dove c’è un altro gruppetto di canguri, scendo quindi dall’auto armato di macchina fotografica e telecamera per avvicinarmi e fare qualche scatto (ah! come mi manca la mia Nikon con il teleobiettivo!) i canguri avvertono la mia presenza e interrompono il loro pasto per scrutarmi, io resto ad una decina di metri da loro, meglio stare distanti, non so come si comportano, sono qua da solo e non c’è anima viva in giro, dopo avermi preso le misure riprendono tranquilli a mangiare. Sono bellissimi, me li aspettavo più grandi, peccato che siano fermi a mangiare e che non saltellino in giro, ci sarebbe scappata una bella ripresa. Spero di incontrarne altri.

Il faro di Point Split

Il faro di Point Split

Passando per Aireys Inlet e le sue bellissime spiagge arrivo al faro di Point Split, costruito nel 1891, automatizzato nel 1919 e tuttora operativo è alto 34 metri e la sua lampada alogena al tungstesno da 1000W si trova a 66 metri sul livello del mare ed è visibile da una distanza di 20 miglia nautiche. Putroppo a quest’ora non è ancora aperto per la visite al pubblico.
Proseguo il mio tour passando per Lorne ed Apollo Bay fermandomi ad ammirare le stupefacenti viste sull’oceano dagli innumerevoli punti panoramici disseminati lungo la strada, il più spettacolare di tutti è il Teddy’s Lookout.
Superata Apollo Bay la Great Ocean Road lascia la costa per inoltrarsi verso l’interno attraversando il Great Otway National Park, il paesaggio cambia drasticamente e la Great Ocean Road traccia le sue curve attraverso dei bellissimi boschi, qui è d’obbligo deviare a Sud sulla strada che porta a Cape Otway dove sorge il più antico faro d’Australia. Un tratto della strada per Cape Otway passa attraverso una foresta di Eucalipti sui cui rami oziano alcuni gruppi di Koala, impossibile non guidare con il naso all’insù alla ricerca di uno di questi graziosi animaletti appollaiato sul suo ramo!

un Koala

un Koala

In questo tratto di strada le soste sono innumerevoli, non mi aspettavo di trovare così tanti Koala, uno addirittura è sceso a mangiare a pochi metri di altezza e siamo tutti lì a guardarlo e a fotografarlo, è bellissimo e buffissimo, ma soprattutto, è sveglio, tutti gli altri se la dormono allegramente perchè un Koala dorme 19/20 ore al giorno e il resto della giornata lo spende mangiando… dicono che sia colpa della loro dieta a base di foglie di Eucalipto che in qualche modo li “ubriaca” e li fa dormire così a lungo.

Terminato il tratto di bosco si arriva al faro di Cape Otway dove, oltre al faro, si possono visitare le case dei guardiani, la postazione del telegrafo ed una stazione radar costruita durante la seconda guerra mondiale. Il faro non è più operativo ed è visitabile, la vista dall’alto è magnifica, peccato che la giornata sia nuvolosa e che incominci a piovere. Il faro di Cape Otway fu costruito nel 1846 ed acceso nel 1848, il 1994 è l’anno della sua disattivazione.

i 12 Apostoli

i 12 Apostoli

Per fortuna l’acquazzone dura poco meno di un quarto d’ora, riprendo la mia marcia in automobile e punto a Nord per ritornare sulla Great Ocean Road resistendo alla tentazione di fermarmi a fotografare altri Koala lungo la via.
L’ultima tappa sulla Great Ocean Road è Twelve Apostles (i Dodici Apostoli), il luogo più famoso della Great Ocean Road dove le onde dell’oceano si infrangono contro alte scogliere di pietra calcarea e l’azione secolare dell’erosione ha scavato 12 faraglioni bellissimi e maestosi (negli anni alcuni di essi sono crollati, attualmente dei dodici originari ne sono rimasti solamente 6), la sosta è obbligata, dal parcheggio si percorre a piedi un sentiero di camminamenti in legno che porta ad una piattaforma di osservazione in cima alla scogliera.

i 12 Apostoli

i 12 Apostoli

Questo posto è veramante magico, la vista è commovente e grandiosa, le onde che si infrangono sui faraglioni producono scintillanti spruzzi d’acqua, tira un vento fortissimo ma rimarrei qua incantato ad osservare questa meraviglia per ore e ore. Le nubi scure e minacciose che ricoprono il cielo danno alla vista una atmosfera particolare. Questo tratto di costa è soprannominato Shipwreck Coast perchè è stato testimone di tanti naufragi, numerosi sono i relitti visitabili e con questa atmosfera è facile immaginarsi terribili storie di navi che si schiantano su queste rocce insidiose.
Cala la sera e la luce comincia a diminuire, ritorno al parcheggio e vado all’eliporto, voglio vedere i dodici apostoli dall’alto! Sorpresa! Essendo un viaggiatore solitario, o pago l’elicottero per due (manco a pensarci, già per uno è un salasso), o aspetto che qualche altro girovago solitario si presenti per lo stesso giro che voglio fare io, mancano 5 minuti alla chiusura e ovviamente non si presenta nessuno, mi rimane l’amaro in bocca ma ho risparmiato 150$. Adesso ho un buon motivo per tornare, prima o poi!

The Arch

The Arch

Riprendo la strada, ci sono ancora alcuni punti panoramici che devo vedere prima che scenda il buio: The Arch, un arco di roccia e il London Bridge che un tempo era un doppio arco che partiva dalla terraferma, ora rimane un solo arco, isolato, la parte che lo collegava alla terraferma è crollata nel 1990 con grande disappunto dei turisti che si trovavano sulla estremità dell’arco e che sono stati recuperati con l’elicottero, per fortuna il crollo non ha ferito nessuno.

il London Bridge

il London Bridge

A Warrnambool termina le Great Ocean Road e comincia a piovere sul serio, ritorno ad Ocean Grove prendendo la A1, una strada più corta e più veloce che taglia attraverso l’interno, mi aspettano 250Km sotto una pioggia torrenziale lungo una strada dove abbondano gli inquietanti cartelli di “pericolo attraversamento animali”; ho sentito dire che se sbatti contro un canguro quello che si fa più male sei tu e la macchina la butti via!
Nessun animale mi attraversa la strada, l’iPod suona Vasco Rossi ed arrivo ad Ocean Grove che sono le 10 passate, è stata una giornata intensa e stancante ma ne è valsa assolutamente la pena, ho visto posti magnifici, se venite in Australia dovete visitare la Great Ocean Road!

Vista sulla costa da Cape Patton

Vista sulla costa da Cape Patton

Spiaggia

Spiaggia

Attenzione: attraversamento animali!

Attenzione: attraversamento animali!

Lezione di Surf

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Go-Ride-a-Wave, questo è il nome della scuola di surf con cui ho prenotato la lezione di oggi sulla spiaggia di Ocean Grove. La giornata è nuvolosa e cade qualche sparuta goccia d’acqua, ma vento ed onde ce ne sono in abbondanza!

Siamo in 6, tre bambini e tre adulti, la lezione comincia sulla sabbia con i fondamentali su come stare sdraiati sulla tavola e su come effettuare il movimento per saltare in piedi (pop up), facilissimo da eseguire fermi sulla sabbia, difficilissimo sulla tavola bagnata e scivolosa mentre si cavalca un onda. Dopo pochi minuti di fondamentali si indossa la muta (indispensabile, l’acqua è a 18°) e via tra le onde.

Prima lezione di surf a Ocean Grove

Prima lezione di surf a Ocean Grove

E qua comincia il bello! Innanzitutto bisogna capire qual’è il momento giusto per prendere l’onda e poi, una volta che la tavola è trasportata dall’onda, saltare in piedi, ahahahahahhaha! Su quasi due ore di lezione sono riuscito a mettermi in piedi solo su tre onde, sono stati pochi secondi ma sono stati bellissimi! E’ stato facticoso ma mi sono divertito un sacco, quei pochi secondi in cui ho cavalcato l’onda sono stati inebrianti. Sicuramente prenderò qualche altra lezione, fare surf è troppo bello e divertente! Beati quelli che vivono qua e dopo il lavoro possono surfare tutti i giorni!

Un grosso grazie a Berni per le foto e le riprese.

Point Lonsdale e Queenscliff

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Point Lonsdale è una piccola cittadina sulla Bellarine Peninsula che si affaccia sullo stretto di Port Phillip Heads, punto di passaggio obbligato per tutto il traffico marittimo da e per Melbourne.

Il faro di Point Lonsdale

Il faro di Point Lonsdale

Lo stretto di Port Phillip Heads, situato tra Point Lonsdale e Point Nepean è largo 3,5 Km di cui la porzione navigabile è larga solamente 1 Km, il fondale roccioso e le maree ne fanno un canale di navigazione estremamante rischioso e pericoloso tanto da meritargli il soprannome di “The Rip”. Le navi che entrano nella Port Phillip Bay per  attraversare lo stretto devono essere guidate da un pilota locale qualificato ed esperto della zona, tutto il traffico è gestito dalla Point Lonsdale Signal Station, una sorta di “torre di controllo” all’interno del faro di Point Lonsdale.

La spiaggia di Point Lonsdale

La spiaggia di Point Lonsdale

Sotto al faro c’è una bellissima spiaggia dove è possibile vedere l’entrata dellaa grotta dove si rifugiò William Buckley evaso dal carcere di Sorrento e giunto a nuoto fino a Point Lonsdale dove visse per più di trent’anni con gli Aborigeni.

Queenscliff è una delle destinazioni turistiche più quotate dagli abitanti di Melbourne, originariamente fondata per ospitare i piloti che guidano le navi attraverso “The Rip”, alla fine del 1800 l’apertura di una linea ferroviaria (poi chiusa nel 1976) che la collegava a Geelong ne accrebbe la popolarità come meta turistica e portò alla costruzione di alcuni alberghi di lusso.

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