Dopo 15 ore tra voli e sosta a Dubai, sbarco a Singapore, zaino in spalla prendo la metropolitana per raggiungere il centro. Fuori dalla stazione di Clarke Quay mi accoglie il caldazzo umido di Singapore e mentre, stremato, cerco di orientarmi per raggiungere l’hotel un guidatore di risciò mi offre di portarmici per 5$, valuto che con 20 kg di zaino sulle spalle è una offerta da non rifiutare e raggiungo l’hotel mentre lui pedala e mi racconta di essere di origini indiane e che sono 38 anni che vive a Singapore e porta a spasso turisti con il suo risciò. E mentre lui, sempre pedalando, decanta quanto sia ormai diventato forte l’Euro sulle valute internazionali, io ringrazio il cielo che me lo ha mandato, tra il caldo e lo zaino penso che sarei arrivato in albergo strisciando.

Arrivo in camera che sono le 17,  mi faccio una bella doccetta e mi dico: “schiaccio un pisolino di un paio di orette, poi vado a fare una bella passeggiata per Singapore”,  mi sono addormentato come un sasso e svegliato alle quattro di mattina, la passeggiata per Singapore non la ho nemmeno sognata! Il Jet Lag si è fatto beffe dei miei piani.